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# Adottare un gatto, quando è una buona idea?
# Adottare un gatto, quando è una buona idea?

di Laila Meroni, giornalista | 

Come per tutti gli animali domestici, anche la decisione di accogliere un micio deve essere preceduta da un’onesta riflessione: occorre essere pronti a dedicargli del tempo, a fornirgli tutto ciò di cui ha bisogno e a sopportare anche qualche marachella.

Il gatto come animale indipendente e poco socievole, è un luogo comune che dobbiamo dimenticare. Anche il micio ha bisogno di attenzioni, che andranno assicurate per tutta la sua vita. Prima di accogliere il gatto, verifichiamo che nessun membro della famiglia soffra di allergie al felino: accorgersene quando l’animale si sta già adattando al nuovo ambiente significa imporgli un nuovo, traumatico trasloco. Chi trascorre buona parte della giornata a casa può pensare di adottare un cucciolo, che andrà seguito con pazienza e affetto, insegnandogli l’abc della convivenza. Se per contro la professione impone di passare molte ore fuori casa, è preferibile adottare un gatto adulto (generalmente più tranquillo); o meglio ancora, due gatti, che in genere sapranno farsi compagnia vicendevolmente allontanando lo spettro della solitudine (di cui, a dispetto delle credenze popolari, anche i gatti possono soffrire). In ogni caso, non aspettiamoci mai una convivenza noiosa: che sia giovane o maturo, il micio sonnecchiante è sempre capace di trasformarsi in cacciatore irrefrenabile, mettendo a dura prova l’arredamento di casa... e i nervi del padrone.

Arriva il micio: ecco come organizzarci al meglio! | Una lettiera, una cestina, le ciotole per cibo e acqua: sono gli accessori basilari che non devono mancare prima dell’arrivo in casa del gatto. Anche se l’animale avrà la possibilità di esplorare il mondo esterno, è bene creare un angolo in casa in cui collocare un tiragraffi o un pezzo di tronco, per evitare che siano i mobili a fare le spese dell’inevitabile bisogno di limarsi le unghie. Il primo giorno della sua nuova vita, il miciotto sarà spaventato e disorientato: facciamogli conoscere la casa poco per volta, lasciandolo tranquillo per qualche ora nel locale che conterrà il suo bagno (che per istinto saprà usare senza alcun insegnamento) e aprendogli poi piano piano le porte delle altre stanze. La medesima procedura sarà ancora più importante se nell’abitazione già vivono altri gatti o animali domestici; e diamogli un po’ di tempo anche prima di presentargli dei bambini, a cui potrà abituarsi solo se il primo approccio non sarà per lui uno choc.

Arriva la pappa: quale scegliere? | Se non avete il tempo di preparare da soli la pappa del micio, viene in vostro aiuto il cibo preconfezionato, che (se di qualità) risponde alle più svariate esigenze del felino: cucciolo o anziano, sterilizzato o non, vita all’aperto o in appartamento, davvero l’imbarazzo della scelta. Teniamo presente comunque che il gatto è carnivoro e come tale deve essere nutrito, anche se oggigiorno molti preparati contengono pure  verdura o frutta. Il cibo umido simula la preda e stimola il naturale istinto di nutrirsi, mentre il cibo secco aiuta a mantenere in salute denti e gengive: osservando il proprio gatto, seguendo un po’ le sue preferenze e consultando un veterinario, si troverà facilmente la combinazione adatta. Dove è possibile, sarebbe meglio prevedere una dieta variegata: il micio preferisce cambiare spesso gusto, come gli suggerisce Madre Natura offrendogli svariate fonti proteiche. Abbinata ad un menu equilibrato deve sempre esserci dell’acqua fresca, collocata se possibile anche lontano dalla ciotola della pappa.

Gatto sano, gatto felice | In passato la sua indole avventurosa portava il micio a stare per ore (o giorni) lontano da casa; oggi invece spesso il gatto è un animale che convive con noi 24 ore su 24, e così risulta più facile accorgersi se qualcosa non va. Al di là di malesseri passeggeri (che non vanno comunque mai sottovalutati), il nostro micio può contrarre delle malattie più gravi, alcune potenzialmente pericolose anche per l’uomo. Per fortuna, è possibile prevenire queste patologie grazie alle vaccinazioni (principalmente contro rinotracheite virale, panleucopenia e leucemia virale): un semplice gesto può risparmiare grandi sofferenze al nostro amico. Come il cane, pure il micio di casa avrà il suo Certificato internazionale delle vaccinazioni, che racconta la sua storia medica. Se ha la possibilità di uscire di casa, l’animale dovrebbe essere sverminato almeno una volta all’anno. Per la nostra salute, invece, ricordiamo che esistono delle patologie veicolate dal gatto e che possono essere molto dannose per noi. La più nota è la toxoplasmosi, che il gatto può contrarre dai topi: una malattia estremamente pericolosa in particolare per le donne incinte, che non dovrebbero mai entrare in contatto con le feci del gatto. Il veterinario di fiducia fornirà tutti i consigli del caso, sia che il micio viva in casa, sia che possa esplorare l’esterno o che entri in contatto con altri gatti o animali domestici.

Una tigre in casa? | Sono trascorsi migliaia di anni da quando un gatto ha deciso che la vicinanza con l’uomo poteva portare anche notevoli vantaggi: cibo, un tetto e qualche ora di compagnia, in cambio di una casa libera dai topi. Oggi il gatto domestico mostra di non disdegnare il confortevole stile di vita che gli offre il padrone, ma non per questo bisogna imporgli di rinunciare ai suoi istinti di animale selvatico: spetta al suo amico umano garantirgli i suoi bisogni primari. Esplorare, osservare, tendere agguati e afferrare: quattro parole d’ordine che il padrone non deve mai dimenticare, con il dovere di assicurare al micio di casa la possibilità di tornare predatore per gioco (consigliamo il sito internet della Confederazione www.animalidacompagnia.ch). Per stimolare i suoi istinti di cacciatore, facciamogli trovare qualche nuovo giocattolo o qualche gomitolo di lana. Basta davvero poco a trasformare il gattino in piccola tigre. E farlo felice.

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